Elzeviri a colazione
mercoledì 28 settembre 2011
martedì 27 settembre 2011
Frammenti di illusioni.
La storia di un matrimonio
Andrew Sean Greer
L’oggetto del nostro amore esiste soltanto per frammenti,
una decina se la storia è appena cominciata,
un migliaio se lo abbiamo sposato,
e con questi frammenti il nostro cuore fabbrica una persona intera.
Ciò che creiamo, supplendo alle lacune con l’immaginazione, è l’uomo che vorremmo.
E meno lo conosciamo, più lo amiamo, ovviamente.
Ecco perché ricordiamo sempre con tanta felicità la prima sera assieme,
quando lui era un estraneo, e quella felicità tornerà solo dopo che sarà morto.
venerdì 23 settembre 2011
Elucubrazioni d'un fiato.
Sono irrequieta, iperattiva, ingorda di stimoli, odio lavare i piatti, schifo la maggior parte della gente, sono ormai da annoverare tra i "disillusi", ho l'assillo di non essere costante, del sesso, degli spaghetti aglio e olio e peperoncino e di come procurarmi un'automobile.
Riesco a dimenticarmi allegramente di ciò che due minuti fa ho trovato drammaticamente devastante. Non ho buona memoria.Per nulla. Non ho intenzione di rinunciare al mio aperitivo in solitaria a casa. La gente mi da fastidio. Odio il mio approccio con le novità che mi precipita nel panico totale, per poi finire con il pensare perfino che è melgio così. Sono incostante, mi girano subito i coglioni, ho l'impressione fastidiosa di non avere mai abbastanza tempo, godo infinitamente ogni volta che rivedo i campi attorno a casa quando rientro la sera, amo l'odore di mia figlia, dormire con lei e cantare insieme in auto, non sopporto gli intolleranti e quelli che hanno sempre da dire degli altri.
Credo che potrei vivere cent'anni così.
Riesco a dimenticarmi allegramente di ciò che due minuti fa ho trovato drammaticamente devastante. Non ho buona memoria.Per nulla. Non ho intenzione di rinunciare al mio aperitivo in solitaria a casa. La gente mi da fastidio. Odio il mio approccio con le novità che mi precipita nel panico totale, per poi finire con il pensare perfino che è melgio così. Sono incostante, mi girano subito i coglioni, ho l'impressione fastidiosa di non avere mai abbastanza tempo, godo infinitamente ogni volta che rivedo i campi attorno a casa quando rientro la sera, amo l'odore di mia figlia, dormire con lei e cantare insieme in auto, non sopporto gli intolleranti e quelli che hanno sempre da dire degli altri.
Credo che potrei vivere cent'anni così.
lunedì 19 settembre 2011
venerdì 16 settembre 2011
Nella notte.
C'è così tanta calma la notte.
Dalla finestra accanto al letto arriva una leggera brezza. Resto in ascolto. Allungo una mano e le mie dita incontrano la sua piccola manina. In lontananza si sente un rumore continuo e monotono. Tagliano il grano stanotte. Negli armadi c'è quasi l'ordine che volevo. Sono giorni che ci lavoro. Anche in casa ho fatto qualche modifica. Quando mi sento un'onda in mezzo al mare infinito, ho bisogno di riordinare. Oggi pomeriggio ho visto una vecchietta camminare lenta sul marciapiede. Era così curva su se stessa che mi è sembrato stesse cercando qualcosa che le fosse caduto tra i piedi. Il bastone al quale si appoggiava ondeggiava ad ogni passo. Eto tentata di fermarmi per aiutarla. Lo reggeva con la mano sinistra mentre con la destra portava una borsetta nera lucida e sfiziosissima. I capelli bianchi ben acconciati. Il vestito a fiorellini su fondo bianco candido. Rallento e mi volto a guardarla. Candida.
La sua freschezza, il suo incedere faticoso eppure sul viso una tranquillità assoluta. Una sensazione di pace mi ha cullato fino al sonno profondo.
Dalla finestra accanto al letto arriva una leggera brezza. Resto in ascolto. Allungo una mano e le mie dita incontrano la sua piccola manina. In lontananza si sente un rumore continuo e monotono. Tagliano il grano stanotte. Negli armadi c'è quasi l'ordine che volevo. Sono giorni che ci lavoro. Anche in casa ho fatto qualche modifica. Quando mi sento un'onda in mezzo al mare infinito, ho bisogno di riordinare. Oggi pomeriggio ho visto una vecchietta camminare lenta sul marciapiede. Era così curva su se stessa che mi è sembrato stesse cercando qualcosa che le fosse caduto tra i piedi. Il bastone al quale si appoggiava ondeggiava ad ogni passo. Eto tentata di fermarmi per aiutarla. Lo reggeva con la mano sinistra mentre con la destra portava una borsetta nera lucida e sfiziosissima. I capelli bianchi ben acconciati. Il vestito a fiorellini su fondo bianco candido. Rallento e mi volto a guardarla. Candida.
La sua freschezza, il suo incedere faticoso eppure sul viso una tranquillità assoluta. Una sensazione di pace mi ha cullato fino al sonno profondo.
giovedì 25 agosto 2011
Fantasmi.
Dispera e muori.
E' una strana sete,
la punta di un coltello affilato,
come vertigine fortissima nello stomaco.
E' una strana sete,
la punta di un coltello affilato,
come vertigine fortissima nello stomaco.
mercoledì 24 agosto 2011
Vale una corsa.
Ho finito di leggere "Il tempo invecchia in fretta", di Antonio Tabucchi. Nove racconti e altrettanti personaggi impegnati ad osservare le loro vite nella prospettiva del tempo: destini beffardi e beffati, astuti rimedi traditi, delusioni inevitabili e trovate fiabesche. Nove storie, nove vite, l'esito finale del loro destino.Tabucchi è uno scrittore straordinario e non mi interessa scrivere recensioni.
Mi ha fatto riflettere il fatto che, racconto dopo racconto, la posizione del lettore cambia. E' come se Tabucchi volesse portare il lettore a braccia in cima ad una grande montagna per poi dirgli: guarda giù, da qui vedi tutto. Il tempo invecchia in fretta. Dopo aver letto questo libro si capisce bene il senso. La vita dei personaggi fugge, o sfugge, e a loro pare sia un soffio, alle prese come sono con i famosi conti che non tornano in base alle solite "regole".
Ma i ricordi di una vita non si traducono, sommandoli, nell'esito finale della stessa. Qualcuno ha detto "è la somma cha fa il totale", ma non a proposito del vivere. Vanno invece presi uno ad uno, assaporati, messi da parte. Mai dimenticarli.
Strano che mi sia imbattuta in questo libro proprio ora. Del resto, "Nulla succede per caso" l'ho già letto e trovato tremendamente noioso. Alle porspettive preferisco il ricordo dei dettagli, degli istanti che divengono infiniti, delle sensazioni irripetibili. Quelle che vorresti avere un foglio di carta e una penna, subito, per metterle lì sopra immediatamente, perchè non sfuggano, non sfumino e finiscano nel dimenticatoio. Mi piace emancipare l'ansia del risultato per godere del mentre. Mi piacciono i ricordi e gli oggetti che possono mantenerli in vita nel tempo. Non credo alla vita come una successione logica di eventi. Non c'è gran che di logico. E' così beffarda, come i nove racconti mostrano bene.
Non ho niente di quando ero piccola. Qualche fotografia. Non una cartolina, un disegno, un maglioncino, un giocattolo. Non il primo romanzo che mia madre mi regalò un giorno in cui ero a casa da scuola a causa di un febbrone da cavallo. Era il famoso Cuore di De Amicis.
Viola è stata per la prima volta sulla giostra. Ero un pò titubante, ma lei chiedeva di andarci. Mi sembrava troppo piccina. Invece, messa nel seggiolino, ecco che mentre la giostra inizia a girare, lei mi rivolge passando un sorriso largo, di felicità assoluta. La felicità risolta, semplice e fantastica dei bimbi.
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